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Storia di Medico 5/6 anni Lettura 7 min.

Il dottor Luca e i cerotti stellati

Il dottor Luca, un giovane medico, accoglie diversi pazienti nel pronto soccorso, curando le loro piccole ferite e ascoltando le loro storie, mentre insegna l'importanza dell'attenzione e della gentilezza. Con l'aiuto dell'infermiera Maria, ogni bambino impara a prendersi cura di sé e a comunicare le proprie necessità.

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Un medico, il dottor Luca, è in piedi in uno studio medico luminoso, con un sorriso caloroso e occhi brillanti di benevolenza. Indossa un camice bianco impeccabile, uno stetoscopio attorno al collo e cerchi colorati nella tasca. Sta ascoltando il cuore di una bambina, Leo, di circa 7 anni, con una fasciatura al ginocchio. Leo ha capelli ricci e indossa una maglietta gialla con un disegno di gatto. Guarda il dottore con curiosità e un leggero sorriso, seduta su un lettino.

Nel fondo, l'infermiera Maria, una donna di circa 30 anni con capelli castani raccolti in uno chignon, prepara forniture mediche su un carrello. Indossa un camice rosa e sorride guardando il dottore e Leo.

Il luogo è uno studio medico accogliente, con pareti dipinte di azzurro chiaro, poster colorati di frutta e verdura, e un acquario pieno di pesci colorati che nuotano pacificamente.

La scena principale mostra il dottor Luca che rassicura Leo, spiegandole con dolcezza come la aiuterà a guarire il ginocchio, creando un'atmosfera di fiducia e calore. segnalare un problema con questa immagine

Una sera tranquilla al pronto soccorso

Il dottor Luca è giovane, ha gli occhi gentili e una tasca piena di cerotti decorati: stelle, razzi, gattini. Dice sempre: “Ascoltare è la mia prima medicina”. È sera. Il pronto soccorso è calmo. Le luci sono morbide, come una lampada accesa vicino a un letto. Nell'attesa c'è un piccolo acquario. I pesci fanno bolle, come risatine d'acqua.

Luca saluta l'infermiera Maria. Si lavano le mani con acqua tiepida e sapone che profuma di limone. “Lavare le mani è prevenzione”, dice Luca piano. “Così i germi non girano in festa.” Maria sorride. Il campanello suona piano. Una bimba entra con la mamma. Ha il ginocchio sbucciato. Luca si avvicina lentamente. Respira, guarda, ascolta. “Piano piano, tutto si sistema,” mormora.

Con lo stetoscopio ascolta il cuoricino. Tum-tum, come un piccolo tamburo. Con il termometro misura il calore del corpo. “Non fa male,” spiega. “È come un abbraccio di vetro che conta il calore.” La bimba annuisce. Luca pulisce la sbucciatura con garza e acqua. Niente bruciore, solo freschezza. Poi sceglie un cerotto con un gatto astronauta. “Guarisce e sorride,” dice. La bimba ride davvero.

Nel corridoio, Luca controlla la lista dei pazienti. Non c'è fretta. C'è tempo per ascoltare, per spiegare, per fare bene. Fuori, la notte è un mantello blu. Dentro, il pronto soccorso sembra una casa con tante porte che si aprono piano.

L'allergia che chiede attenzione

Arriva Leo, ha sete e un po' di tosse. Con lui c'è la nonna. “Ha un'allergia,” dice la nonna, mostrando un braccialetto. Sul braccialetto c'è scritto: allergico al lattice. Luca si siede vicino. Guarda il braccialetto, ascolta la storia, fa domande semplici. “Quando tossisce? Cosa ha mangiato? Come si sente ora?” Leo parla piano. Luca ascolta tutto.

“Grazie per aver portato il braccialetto,” dice. “Le allergie sono come segnali. Ci dicono cosa evitare.” Luca sceglie guanti senza lattice. Prende garze di cotone morbido. Sceglie un cerotto di stoffa, anallergico, con un razzo blu. Controlla il respiro di Leo con una piccola pinza sul dito. La lucina rossa guarda il sangue e gli chiede: “Hai ossigeno abbastanza?” È come una stellina curiosa. “Tutto bene,” dice Luca. “Respira meglio con piccoli sorsi d'aria, così.”

Si avvicina Marco, un ragazzo di tredici anni. Ha una caviglia un po' gonfia e gli occhi che brillano. “Io amo la scienza,” dice piano. “Come fa quella luce a capire il respiro?” Luca sorride. “Il sangue porta l'aria in giro. La luce guarda il colore e capisce quanta aria c'è. È come leggere un libro con gli occhi, ma il libro è il tuo dito.” Marco annuisce, curioso. “Posso ascoltare il mio cuore?” chiede. Luca gli porge lo stetoscopio. Tum-tum. Marco ride. “Sembra un tamburo in festa.”

Luca spiega altre piccole cose. “Quando diamo una medicina, chiediamo sempre: c'è un'allergia? Così scegliamo la strada giusta. Se una strada è chiusa, ne troviamo un'altra.” Poi torna da Leo. “Un cucchiaio di sciroppo adatto, senza cose che non puoi prendere,” dice. “E acqua, riposo, aria pulita. Se qualcosa pizzica o fa paura, tu me lo dici. Io ti ascolto.” Leo annuisce. “Piano piano, tutto si sistema,” ripete Luca, e la nonna sorride più serena.

Gli occhiali smarriti e un dolce finale

La porta si apre di nuovo. Entra il signor Arturo, con un cappello grigio e un passo gentile. “Dottore, credo di vedere doppio,” dice. “Ho letto ‘uscita' sulla porta del bagno!” Luca guarda gli occhi di Arturo con una piccola lampada. Tutto sembra a posto. “Ha gli occhiali con sé?” chiede. Arturo fruga nelle tasche, poi ride. “Oh cielo, li ho… sul cappello!” Li infila sul naso. “Ah! Il mondo è tornato chiaro.” Maria ride piano. “A volte gli occhiali fanno i birichini.”

Arturo però ha un graffio sul polso. “Stavo cercando gli occhiali… con gli occhiali sul cappello,” dice arrossendo. Luca pulisce il graffio. Usa una crema che non pizzica e un cerotto a stelline, anallergico. “È come mettere una copertina al graffio,” spiega. “La pelle dorme e poi guarisce.” Arturo ascolta, annuisce, respira più calmo. “Grazie per avermi ascoltato,” dice. “Mi sento meglio.” Luca sorride. “Ascoltare aiuta il corpo e il cuore.”

Il turno sta finendo. Il pronto soccorso è ancora quieto. Leo beve un po' d'acqua. Marco muove la caviglia piano, imparando un esercizio semplice. Arturo sistema gli occhiali con un laccetto nuovo che Maria trova in un cassetto. “Così non scappano più,” dice lei.

Luca apre una scatola in sala attesa. Ci sono mele, biscotti semplici e una tisana tiepida. “Un piccolo spuntino per tutti,” propone. “Mangiamo insieme.” Si siedono vicino all'acquario. I pesci fanno bolle, come una canzone dolce. Si dividono le mele. I biscotti sanno di casa. “Bere, riposare, lavare le mani, dire come ci sentiamo,” dice Luca, pianissimo. “Queste sono piccole cose che proteggono.”

Leo alza la mano. “Dottore, domani porto a scuola una nota con la mia allergia.” “Ottima idea,” risponde Luca. Marco sorseggia la tisana. “Voglio studiare per diventare medico,” confida. “Per ascoltare, per capire.” Luca gli mette in mano un cerotto a razzo. “Ricorda: scienza e gentilezza volano insieme.” Arturo brinda con una tazza. “Agli occhiali al loro posto,” ride.

La notte fuori è morbida. Dentro, tutti salutano. “Piano piano, tutto si sistema,” sussurra Luca, mentre spegne la lampada. E nella tasca, i cerotti a stelle stanno già aspettando la prossima storia da curare, con ascolto, calma e un sorriso.

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Pronto soccorso
Un luogo dove le persone vanno per ricevere aiuto quando si sentono male o si fanno male.
Sbucciato
Quando la pelle si graffia e si rimuove uno strato sottile.
Stetoscopio
Uno strumento che i dottori usano per ascoltare il cuore e i polmoni delle persone.
Allergia
Una reazione che il corpo ha a certe cose, come cibo o polvere, che può farci star male.
Anallergico
Qualcosa che non provoca allergie, sicuro per chi ha allergie.
Caviglia
La parte del corpo che collega la gamba al piede.

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