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Storia di circo 9/10 anni Lettura 8 min.

Il circo dei sorrisi e il tessuto che ride

Due amiche costruiscono un costume magico che raccoglie sorrisi e ammicchi per mettere in scena uno spettacolo circense, imparando lungo il percorso l'importanza della creatività, della collaborazione e del rispetto.

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Ci sono tre personaggi: Caterina, circa 9 anni, capelli castani in treccia, vestito scintillante con paillettes dorate e blu, accovacciata al centro del circo con piccole stelle luminose nelle mani; Sofia, circa 9 anni, capelli biondi in codini, cintura di nastri colorati e fascia a pois, a destra di Caterina mentre posa un'amuletta-luce a forma di occhio sul pavimento; Marco, uomo di circa 35 anni, con salopette blu macchiata d'inchiostro, berretto e una scatola di manifesti sotto il braccio, sullo sfondo a sinistra che applaude tenendo un pennarello fluorescente. Ambientazione: pista circolare sotto una grande tenda a righe rosse e bianche, gradinate in legno con pubblico sfocato, lanterne sospese, confetti e nuvole di zucchero filato, paglia leggermente brillante a terra e manifesti colorati sui pali. Situazione: le due ragazze dispongono insieme le stelle luminose al centro formando un grande cuore scintillante mentre Marco applaude; luce soffusa dai toni caldi (oro, rosso, rosa), espressioni gioiose, atmosfera festosa e tenera, stile fumetto con contorni morbidi e colori pastello. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il tessuto che rideva

Caterina e Sofia erano amiche come due ceci nella stessa scatola: sempre attaccate, sempre pronte a combinare qualcosa di luccicante. Avevano quasi nove anni e una passione segreta: il circo del paese, con le tende a righe rosse e bianche, gli animali di stoffa e le luci che sembravano stelle cadute.

"Vuoi vedere?" sussurrò Caterina, aprendo una valigia piena di paillettes, specchietti e stoffe che frusciavano come foglie. "Ho trovato questo tessuto che ride!"

"Un tessuto che ride?" ridacchiò Sofia, prendendo un filo d'oro. "Perfetto per il nostro numero segreto!"

Decisero che quello sarebbe stato il costume del loro grande spettacolo: un vestito scintillante che, quando le bambine si muovevano, faceva brillare i sorrisi del pubblico. Caterina tagliava, Sofia infilava gli spilli. Ogni tanto il tessuto scricchiolava come se raccontasse barzellette.

"Metti una tasca per i sorrisi!" propose Sofia.

"Una tasca per i sorrisi e una cintura per i cligni," aggiunse Caterina, usando una parola francese come fosse una magia. Si misero a ridere così forte che il filo d'oro svolazzò via, finendo nel cappello del gatto del vicino.

Capitolo 2: La raccolta di sorrisi e ammicchi

Il piano era semplice e un po' strampalato: la sera del gran debutto, il costume avrebbe raccolto sorrisi e ammicchi come una rete prende farfalle. Per prepararsi, uscirono a prova. Camminarono per la piazza del mercato con il costume ancora a metà, un drappo scintillante sul braccio.

"Sorrisi, please!" gridò Sofia con voce da annunciatore. Un vecchietto fece un sorrisetto storto e poi, vedendo il tessuto, scoppiò in una risata che sembrava una fisarmonica. Caterina fece un piccolo inchino e il tessuto tremolò: una paillettes si sollevò come per raccogliere quel sorriso.

"Occhiolino!" disse Caterina indicandosi gli occhi. Sofia eseguì un ammicco così teatrale che una signora con una borsa a fiori le restituì il gesto con due occhiolino e una mano sul cuore. "Uno... due... tre!" contarono. Ogni sorriso sembrava diventare un lucignolo che si infilava nella tasca invisibile del costume.

Incontrarono poi Marco, l'incollatore di manifesti colorati: un uomo con una salopette piena di colla, una cassetta di volantini e un sorriso sgargiante. Stava attaccando manifesti per il circo su ogni palo.

"Avete trovato i posti migliori," disse, offrendo loro un adesivo a forma di stella. "Se volete, attacco anche il vostro spettacolo accanto al mio manifesto."

"Grazie, Marco!" rispose Sofia. "Tu attacchi manifesti, noi attacchiamo sorrisi."

"Allora mettiamoci tutti in mostra," ridacchiò Marco, passando loro un pennarello fluorescente. "E ricordate: i manifesti devono essere allegri come il circo."

Capitolo 3: Prove, pasticci e una tasca imbrogliata

Le prove furono piene di capriole, risate e piccoli disastri. Caterina provò a fare il salto con un rullo di nastro adesivo per slancio; Sofia pensò a una coreografia con i nastri. Ogni volta che sbagliavano, il tessuto faceva un piccolo tintinnio come un campanello e sembrava suggerire una nuova mossa.

"Facciamo il giro del mondo!" propose Caterina, prendendo una sciarpa come mappa. "Senza lasciare questa piazza."

"Prima prova: il Lancio del Sorriso," dichiarò Sofia. Si piazzarono la vista su un gruppo di bambini che giocavano a palla e iniziarono a lanciare sorrisi come fossero frisbee. I sorrisi atterravano morbidi sulle guance dei bambini e rimbalzavano via in nuove risate.

Ma accadde un pasticcio: la tasca per i sorrisi si incastrò con la cintura per gli ammicchi e il tessuto si mise a fare le fusa forte come una coperta bagnata. Non riuscivano a separarle. Provavano a tirare, a mollare, a cantare, ma niente. Alla fine chiamarono Marco, che arrivò con la sua cassetta di manifesti e una lama di carta.

"Con un po' di colla e tanta pazienza," disse, "si sistema tutto." Marco usò una striscia di manifesti come cerotto resistente, e con un gesto teatrale liberò la tasca. Le bambine applaudirono e il tessuto, liberato, brillò ancora di più.

"Adesso sì che siamo pronte," disse Caterina, stringendo il filo d'oro come una bacchetta magica.

Capitolo 4: Grande notte e messaggio disegnato

La notte dello spettacolo la pista era piena. Luci, popcorn e il profumo di zucchero filato. Caterina e Sofia salirono sul palco con il loro costume che scintillava come una costellazione di cicaletti. Marco aveva attaccato il loro manifesto proprio accanto al suo, con una stella disegnata a pennarello.

"Siamo pronte?" bisbigliò Sofia.

"Prontissime," rispose Caterina, e il tessuto emise un piccolo suono felice, come una risata complice.

Iniziarono a raccogliere sorrisi lanciando battute buffe, facendo capriole sorprendenti e mandando ammicchi calibrati come frecce d'argento. I sorrisi si infilavano nella tasca invisibile, gli ammicchi si aggiungevano alla cintura e il pubblico rideva in una sinfonia di felicità. Anche Marco rise, battendo le mani così forte che un suo manifesto volò e si attaccò al naso di un pagliaccio.

Alla fine del numero, Caterina e Sofia si inchinarono. Aprirono la tasca e, con delicatezza, tirarono fuori non oggetti ma piccoli pezzi di luce: sorrisi a forma di stelline, ammicchi come monete lucide. Li posarono sul centro della pista e, insieme al pubblico, disegnarono con quei frammenti un grande cuore di luce.

"È il nostro messaggio," sussurrò Sofia.

Caterina prese il pennarello fluorescente che Marco aveva regalato e scrisse, con mano tremolante e poi sempre più sicura, una frase sul cuore: rispetto. Le lettere brillavano e sembravano danzare. Tutti osservarono, e il circo si fece silenzioso per un secondo che sembrava eterno.

"Rispetto," ripetè il direttore del circo, commosso. "Per le risate, per il lavoro di tutti, per ogni mano che aiuta."

Il messaggio disegnato rimase al centro della pista: non solo una parola, ma un disegno che era anche promessa. Marco attaccò accanto al loro manifesto un piccolo disegno fatto dalle bambine: due stelline che si tengono per mano.

Quando le luci si spensero, il pubblico uscì portando con sé quel cuore di luce, come se ogni persona avesse preso un pezzetto di sorriso. Caterina e Sofia si misero a sedere sulle gradinate, stanche e felici.

"Abbiamo raccolto davvero tanti sorrisi," disse Caterina.

"E anche qualche occhiolino," aggiunse Sofia con un occhietto malizioso.

"Ma la cosa più bella," concluse Caterina, guardando il manifesto colorato di Marco e il messaggio disegnato al centro della pista, "è che abbiamo imparato a rispettare il sorriso di ognuno."

E sotto le tende a righe, tra pacchetti vuoti di popcorn e stelle cadute, il circo chiuse la sua serata con un applauso che sembrava un lungo abbraccio.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Tessuto che ride!
Un pezzo di stoffa che sembra fare un suono o movimento come una risata.
Paillettes
Piccoli dischi lucenti cuciti sui vestiti per farli brillare.
Frusciavano
Facevano un leggero rumore come foglie o stoffe che si muovono.
Scricchiolava
Faceva un rumore secco e sottile quando qualcosa si muoveva.
Annunciatore
Persona che parla in voce alta per raccontare cosa succede in scena.
Salopette
Un indumento con pantaloni e parte sopra unita, come una tuta a spalline.
Fisarmonica
Strumento musicale che si apre e si chiude facendo suoni a soffietto.
Coreografia
Insieme di movimenti studiati per una danza o uno spettacolo.
Cligni
Parola usata nella storia per indicare ammicchi o piccoli gesti degli occhi.
Ammicchi
Occhiolino o gesto con l'occhio per comunicare qualcosa senza parole.
Commosso
Quando una persona prova una forte emozione e può essere molto toccata.
Zucchero filato
Dolce fatto di zucchero soffiato che sembra una nuvola morbida.
Pennarello fluorescente
Penna con inchiostro molto vivido che brilla sotto certe luci.

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