Capitolo 1: Il tessuto che rideva
Caterina e Sofia erano amiche come due ceci nella stessa scatola: sempre attaccate, sempre pronte a combinare qualcosa di luccicante. Avevano quasi nove anni e una passione segreta: il circo del paese, con le tende a righe rosse e bianche, gli animali di stoffa e le luci che sembravano stelle cadute.
"Vuoi vedere?" sussurrò Caterina, aprendo una valigia piena di paillettes, specchietti e stoffe che frusciavano come foglie. "Ho trovato questo tessuto che ride!"
"Un tessuto che ride?" ridacchiò Sofia, prendendo un filo d'oro. "Perfetto per il nostro numero segreto!"
Decisero che quello sarebbe stato il costume del loro grande spettacolo: un vestito scintillante che, quando le bambine si muovevano, faceva brillare i sorrisi del pubblico. Caterina tagliava, Sofia infilava gli spilli. Ogni tanto il tessuto scricchiolava come se raccontasse barzellette.
"Metti una tasca per i sorrisi!" propose Sofia.
"Una tasca per i sorrisi e una cintura per i cligni," aggiunse Caterina, usando una parola francese come fosse una magia. Si misero a ridere così forte che il filo d'oro svolazzò via, finendo nel cappello del gatto del vicino.
Capitolo 2: La raccolta di sorrisi e ammicchi
Il piano era semplice e un po' strampalato: la sera del gran debutto, il costume avrebbe raccolto sorrisi e ammicchi come una rete prende farfalle. Per prepararsi, uscirono a prova. Camminarono per la piazza del mercato con il costume ancora a metà, un drappo scintillante sul braccio.
"Sorrisi, please!" gridò Sofia con voce da annunciatore. Un vecchietto fece un sorrisetto storto e poi, vedendo il tessuto, scoppiò in una risata che sembrava una fisarmonica. Caterina fece un piccolo inchino e il tessuto tremolò: una paillettes si sollevò come per raccogliere quel sorriso.
"Occhiolino!" disse Caterina indicandosi gli occhi. Sofia eseguì un ammicco così teatrale che una signora con una borsa a fiori le restituì il gesto con due occhiolino e una mano sul cuore. "Uno... due... tre!" contarono. Ogni sorriso sembrava diventare un lucignolo che si infilava nella tasca invisibile del costume.
Incontrarono poi Marco, l'incollatore di manifesti colorati: un uomo con una salopette piena di colla, una cassetta di volantini e un sorriso sgargiante. Stava attaccando manifesti per il circo su ogni palo.
"Avete trovato i posti migliori," disse, offrendo loro un adesivo a forma di stella. "Se volete, attacco anche il vostro spettacolo accanto al mio manifesto."
"Grazie, Marco!" rispose Sofia. "Tu attacchi manifesti, noi attacchiamo sorrisi."
"Allora mettiamoci tutti in mostra," ridacchiò Marco, passando loro un pennarello fluorescente. "E ricordate: i manifesti devono essere allegri come il circo."
Capitolo 3: Prove, pasticci e una tasca imbrogliata
Le prove furono piene di capriole, risate e piccoli disastri. Caterina provò a fare il salto con un rullo di nastro adesivo per slancio; Sofia pensò a una coreografia con i nastri. Ogni volta che sbagliavano, il tessuto faceva un piccolo tintinnio come un campanello e sembrava suggerire una nuova mossa.
"Facciamo il giro del mondo!" propose Caterina, prendendo una sciarpa come mappa. "Senza lasciare questa piazza."
"Prima prova: il Lancio del Sorriso," dichiarò Sofia. Si piazzarono la vista su un gruppo di bambini che giocavano a palla e iniziarono a lanciare sorrisi come fossero frisbee. I sorrisi atterravano morbidi sulle guance dei bambini e rimbalzavano via in nuove risate.
Ma accadde un pasticcio: la tasca per i sorrisi si incastrò con la cintura per gli ammicchi e il tessuto si mise a fare le fusa forte come una coperta bagnata. Non riuscivano a separarle. Provavano a tirare, a mollare, a cantare, ma niente. Alla fine chiamarono Marco, che arrivò con la sua cassetta di manifesti e una lama di carta.
"Con un po' di colla e tanta pazienza," disse, "si sistema tutto." Marco usò una striscia di manifesti come cerotto resistente, e con un gesto teatrale liberò la tasca. Le bambine applaudirono e il tessuto, liberato, brillò ancora di più.
"Adesso sì che siamo pronte," disse Caterina, stringendo il filo d'oro come una bacchetta magica.
Capitolo 4: Grande notte e messaggio disegnato
La notte dello spettacolo la pista era piena. Luci, popcorn e il profumo di zucchero filato. Caterina e Sofia salirono sul palco con il loro costume che scintillava come una costellazione di cicaletti. Marco aveva attaccato il loro manifesto proprio accanto al suo, con una stella disegnata a pennarello.
"Siamo pronte?" bisbigliò Sofia.
"Prontissime," rispose Caterina, e il tessuto emise un piccolo suono felice, come una risata complice.
Iniziarono a raccogliere sorrisi lanciando battute buffe, facendo capriole sorprendenti e mandando ammicchi calibrati come frecce d'argento. I sorrisi si infilavano nella tasca invisibile, gli ammicchi si aggiungevano alla cintura e il pubblico rideva in una sinfonia di felicità. Anche Marco rise, battendo le mani così forte che un suo manifesto volò e si attaccò al naso di un pagliaccio.
Alla fine del numero, Caterina e Sofia si inchinarono. Aprirono la tasca e, con delicatezza, tirarono fuori non oggetti ma piccoli pezzi di luce: sorrisi a forma di stelline, ammicchi come monete lucide. Li posarono sul centro della pista e, insieme al pubblico, disegnarono con quei frammenti un grande cuore di luce.
"È il nostro messaggio," sussurrò Sofia.
Caterina prese il pennarello fluorescente che Marco aveva regalato e scrisse, con mano tremolante e poi sempre più sicura, una frase sul cuore: rispetto. Le lettere brillavano e sembravano danzare. Tutti osservarono, e il circo si fece silenzioso per un secondo che sembrava eterno.
"Rispetto," ripetè il direttore del circo, commosso. "Per le risate, per il lavoro di tutti, per ogni mano che aiuta."
Il messaggio disegnato rimase al centro della pista: non solo una parola, ma un disegno che era anche promessa. Marco attaccò accanto al loro manifesto un piccolo disegno fatto dalle bambine: due stelline che si tengono per mano.
Quando le luci si spensero, il pubblico uscì portando con sé quel cuore di luce, come se ogni persona avesse preso un pezzetto di sorriso. Caterina e Sofia si misero a sedere sulle gradinate, stanche e felici.
"Abbiamo raccolto davvero tanti sorrisi," disse Caterina.
"E anche qualche occhiolino," aggiunse Sofia con un occhietto malizioso.
"Ma la cosa più bella," concluse Caterina, guardando il manifesto colorato di Marco e il messaggio disegnato al centro della pista, "è che abbiamo imparato a rispettare il sorriso di ognuno."
E sotto le tende a righe, tra pacchetti vuoti di popcorn e stelle cadute, il circo chiuse la sua serata con un applauso che sembrava un lungo abbraccio.