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Storia sull'inverno 7/8 anni Lettura 11 min.

Il cavaliere del sonno d’inverno

Tommaso, un bambino di sette anni, affronta l'arrivo dell'inverno con preoccupazioni per il freddo e il buio, ma scopre l'importanza di proteggere il suo sonno e quello dei suoi cari attraverso piccole routine serali e momenti di osservazione. Con l'aiuto della sua famiglia e delle storie d'inverno, inizia a vedere la bellezza della stagione e a trovare serenità.

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Un ragazzo di 8 anni, di nome Tommaso, con capelli castani disordinati e occhi pieni di curiosità, si trova vicino a una finestra. Indossa un grosso maglione rosso, una sciarpa blu con motivi di fiocchi di neve e calze spesse. Il suo viso esprime meraviglia e gioia mentre osserva i fiocchi di neve cadere dolcemente all'esterno. Accanto a lui, la mamma, una donna sulla trentina con capelli castani raccolti in un chignon, sorride affettuosamente mostrandogli il paesaggio invernale. Indossa un cappotto nero e una sciarpa di lana. La scena si svolge in una camera accogliente, con pareti dipinte di azzurro chiaro e poster di animali invernali appesi. La luce soffusa di una lampada crea un'atmosfera coccolosa, e un libro illustrato è aperto sul letto. Tommaso, incantato, ammira la neve che ricopre il giardino, mentre la mamma gli spiega la bellezza dell'inverno. I fiocchi danzano nell'aria, creando un'atmosfera magica e pacifica. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il primo freddo

Tommaso aveva sette anni e quella mattina si svegliò con un brivido. L'aria in camera era più fresca del solito e dalla finestra vedeva il vetro tutto coperto di piccoli disegni bianchi.

«Mamma, guarda!» chiamò, ancora mezzo sotto le coperte. «Il vetro ha i graffi!»

La mamma entrò sorridendo. «Non sono graffi, amore. È ghiaccio. Vuol dire che l'inverno sta arrivando davvero.»

Tommaso tirò su le coperte fino al naso. «Non mi piace l'inverno. Fa freddo. E fa buio presto. Mi sembra che il giorno finisca subito.»

La mamma si sedette sul letto. «L'inverno è diverso, è vero. Ma può essere anche molto dolce. E poi è una stagione perfetta per riposare bene.»

«Io devo proteggere tutti dal freddo,» disse Tommaso serio. «Te, papà, la mia sorellina, il gatto Mirtillo… Non voglio che nessuno abbia freddo.»

La mamma gli accarezzò i capelli. «Che cavaliere premuroso che sei! Ma per proteggere gli altri, prima devi proteggere te stesso. Cominciamo con il vestirti bene?»

Tommaso sospirò, ma annuì. Indossò la maglietta calda, il maglione morbido, i calzini spessi. Poi guardò a lungo la sciarpa sul comodino. Era blu, con piccoli fiocchi di neve disegnati.

La prese in mano e osservò bene ogni fiocco. «Guarda, mamma, sono tutti diversi!» disse, avvicinando il tessuto al viso. «Questo sembra una stellina, questo una ruota…»

«Hai proprio l'occhio attento,» disse la mamma. «Vedi quante cose belle si scoprono quando si osserva con calma?»

Tommaso se la avvolse al collo. «Va bene, sciarpa. Tu proteggi me, e io proteggo gli altri.»

Poi si affacciò alla finestra. Il cielo era grigio chiaro e il parco sotto casa sembrava tranquillo, con gli alberi nudi e l'erba lucida d'umidità.

«Sembra che il mondo stia dormendo,» sussurrò.

«Un po' sì,» confermò la mamma. «In inverno la natura riposa. E anche noi possiamo riposare di più.»

Tommaso non era ancora convinto, ma gli piaceva l'idea che il mondo stesse facendo un pisolino gigante.

Capitolo 2 – Il pomeriggio corto

Quel giorno, dopo la scuola, il cielo era già scuro quando Tommaso uscì con il papà. Le luci dei negozi brillavano e il fiato delle persone usciva in nuvolette bianche.

«Papà, è pomeriggio o è sera?» chiese Tommaso, stringendo bene la mano del papà.

«È ancora pomeriggio, ma d'inverno il sole va a letto prima,» spiegò il papà.

«Anche io devo andare a letto prima?» domandò Tommaso, un po' preoccupato.

«Non troppo prima,» rise il papà. «Ma un pochino sì. Il sonno è come una coperta calda: più è buona, più ti fa stare bene.»

Tommaso fece una faccia pensierosa. «Io voglio proteggere il mio sonno, allora. Se dormo bene, non avrò freddo?»

«Ti sentirai più forte e più sereno,» disse il papà. «E ti arrabbierai di meno.»

Camminarono fino alla biblioteca del quartiere. Dentro faceva caldo e c'era una luce gialla e morbida. In un angolo c'era una stanza più piccola, con dei cuscini a terra e una musica dolce che sembrava un sussurro.

«Papà, cos'è questo posto?» chiese Tommaso piano, per non disturbare.

«È la stanza della lettura tranquilla,» rispose il papà. «Oggi c'è un laboratorio di storie d'inverno. Ti va?»

Tommaso guardò la stanza: pochi bambini, seduti tranquilli, una signora con un grande libro in mano, una lampada che faceva una luce soffice. La musica era lenta, sembrava una ninna nanna per il cielo.

«Va bene,» disse, sentendo il suo corpo rilassarsi. «Ma io mi siedo vicino a te. Così ti proteggo.»

Si accomodarono su due cuscini morbidi. Le pareti avevano poster con immagini d'inverno: boschi innevati, bambini con cappelli colorati, tazze fumanti.

Tommaso li guardò uno a uno con attenzione. Su un poster c'era una bambina che guardava i fiocchi di neve cadere dietro una finestra.

«Papà, guarda i suoi occhi,» sussurrò Tommaso. «Sembrano contenti, anche se fuori è freddo.»

«Forse perché si sente al caldo e al sicuro,» disse il papà. «Come te adesso.»

Tommaso guardò un altro poster: un orso nel suo rifugio, arrotolato su se stesso. «Lui protegge il suo sonno per tutto l'inverno,» disse piano. «Che bravo.»

Poi la signora iniziò a leggere, con voce dolce. La musica sotto era appena percettibile, come neve che cade.

Capitolo 3 – Le immagini silenziose

La storia parlava di animali che si preparavano al grande freddo. Tommaso ascoltava e intanto guardava le illustrazioni del libro gigante che la signora mostrava.

«Guardate bene le immagini,» disse lei. «Raccontano una storia dentro la storia.»

Tommaso si sporse un po'. Ogni pagina era piena di piccoli dettagli. C'erano fiocchi di neve diversi, tracce di passi nella neve, lucine alle finestre.

«Papà, hai visto quel gattino alla finestra?» chiese indicando un angolo della pagina.

«No, me l'ero perso,» rispose il papà. «Tu noti proprio tutto!»

«Io guardo per proteggere,» spiegò serio Tommaso. «Se guardo bene, nessuno resta fuori al freddo.»

In un'altra immagine c'era un bimbo che spegneva la luce della sua camera, con la luna fuori dalla finestra.

Tommaso fissò il disegno. «Sembra un po' me,» disse. «Anche lui ha paura del buio?»

La signora lo sentì e rispose dolcemente: «Quel bimbo non ha paura. Sa che il buio lo aiuta a dormire meglio. È come una coperta che copre il cielo.»

Tommaso restò in silenzio per un attimo. «Allora il buio protegge il sonno?» chiese.

«Sì,» disse la signora. «E il sonno protegge noi.»

Quella frase gli rimase nella testa mentre le pagine giravano lente. Ad ogni immagine Tommaso cercava i particolari: una tazza di cioccolata, un paio di pantofole vicino al letto, una mamma che sistemava una coperta sulle spalle del figlio.

Sentì le spalle rilassarsi. La musica dolce, le immagini calme, le luci soffuse… tutto sembrava dire: “Adesso puoi riposare, va tutto bene.”

Capitolo 4 – Il piccolo piano di Tommaso

Quando il laboratorio finì, fuori era buio scuro, ma Tommaso non ebbe paura. La sua mano nella mano del papà era calda.

«Papà,» disse sulla via di casa, «ho capito una cosa.»

«Dimmi,» rispose il papà.

«Io voglio fare come l'orso del poster e come il bimbo del libro. Voglio proteggere il mio sonno. Così poi posso proteggere meglio anche voi.»

Il papà sorrise. «Mi sembra un piano molto saggio. Come pensi di farlo?»

Tommaso ci pensò un po'. «Allora… Primo: la sera niente giochi rumorosi dopo cena. Mi agitano troppo.»

«Ottima idea,» approvò il papà.

«Secondo: voglio una musica dolce in camera, come quella della biblioteca. Così mi rilasso.»

«Possiamo mettere una musica tranquilla ogni sera,» disse il papà. «A basso volume, come un sussurro.»

«Terzo,» continuò Tommaso, «voglio guardare un libro con immagini d'inverno prima di dormire. Ma senza leggere troppe parole. Solo guardare piano piano.»

«Così la tua mente si calma,» disse il papà.

«Sì. E quarto…» Tommaso si fermò sotto un lampione. «Quarto: quando è ora di dormire, non chiedo più cinque minuti, poi altri cinque, poi altri cinque. Perché devo essere io il guardiano del mio riposo.»

Il papà gli diede un bacio sulla testa. «Sono fiero di te. Sei un piccolo grande protettore del benessere.»

Tommaso rise. «Protettore del benessere… suona bene.»

Capitolo 5 – La notte tranquilla

Quella sera, a casa, Tommaso raccontò tutto alla mamma.

«Allora,» disse deciso, «da stasera io sono responsabile del mio riposo. L'inverno è come un grande invito a dormire bene.»

La mamma annuì. «Mi piace proprio questa idea.»

Dopo cena, invece di correre in giro, Tommaso si mise sul divano con la sorellina. Le mostrò piano le illustrazioni di un libro d'inverno.

«Guarda qui,» le disse indicando un disegno. «Vedi quei guanti appesi vicino al termosifone? Così si scaldano. È un modo per proteggere le mani quando si esce.»

La sorellina sbadigliò. «Mi piace il caldo…»

«A me piace proteggerti,» disse lui, mettendole la coperta sulle gambe. Poi pensò: «Però prima devo proteggere me stesso.»

Quando fu ora di andare a letto, in camera c'era una piccola lampada accesa e una musica dolce in sottofondo. Sembrava proprio la stanza della lettura tranquilla della biblioteca.

Tommaso prese un altro libro con immagini invernali e si sedette sul letto. Guardò ogni figura lentamente: una famiglia che beveva una tisana, un cane arrotolato sul tappeto, la neve che cadeva silenziosa.

«Mi sento calmo,» mormorò. «Il mondo fuori riposa, io riposo, tutti siamo al sicuro.»

La mamma entrò. «È l'ora, cavaliere protettore.»

Tommaso chiuse il libro con un gesto dolce. «Lo so. Oggi ho promesso a me stesso di dormire bene.»

Si infilò sotto le coperte. Sentiva il corpo caldo e leggero. Guardò un'ultima volta la finestra: il vetro era di nuovo pieno di piccoli disegni di ghiaccio.

«Buonanotte, inverno,» sussurrò. «Tu proteggi il mondo che dorme. Io proteggo il mio sonno.»

La mamma gli diede un bacio sulla fronte. «Buonanotte, amore. Domani avrai più forza per scoprire le cose belle dell'inverno.»

Tommaso chiuse gli occhi, ascoltando la musica dolce. Non aveva più paura del buio fuori, né del freddo. Sapeva di essere al caldo, sotto la sua coperta, e di aver fatto una scelta importante.

Dentro di sé ripeté piano: «Mi prendo cura di me. Riposare è un mio compito.»

E mentre l'inverno taceva fuori dalla finestra, lui si addormentò sereno, sentendosi piccolo, ma già un po' più grande.

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Illustrazioni
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