Caterina è una bambina di tre anni. Ha i capelli a caschetto e un sorriso che si apre come una finestra. Oggi vuole giocare con i suoi amici nel prato dietro casa. Arriva Luca con il pallone, arriva Nina con il secchiello, arriva Gino con... un grande cappello strano.
"È mio?" chiede Caterina, toccando il cappello che è troppo grande per lei.
"No, è mio!" dice Gino ridendo. "No, è mio!" rispondono tutti insieme, e scoppiano a ridere. Ridono così tanto che il cappello vola via. Vola e atterra su un cespuglio. Tutti si fermano.
"Lo prendiamo insieme?" propone Caterina. "Sì!" dicono gli amici.
In quattro cercano il cappello. Luca si arrampica piano. Nina scava con il secchiello. Gino si sporge e fa "oooh". Caterina dice: "Uno, due, tre!" e dà un saltino. Il cappello non si muove. Tutti ridono ancora, piano, perché fa solletico il cespuglio.
"Facciamo una scala?" suggerisce Nina. Si siedono uno dietro l'altro: Caterina, Luca, Nina, Gino. Ma la scala umana è buffa. Sembra un piccolo serpentello che vuole ridere. "Scusa, scusa!" dice Luca quando la sua scarpina scivola. Tutti ridono. Questa volta il cappello esce dal cespuglio, come per magia.
"Evvia!" gridano. Il cappello è salvo. Ma oh: dentro al cappello c'è una pigna, e una foglia, e un pezzetto di carta dorata. "È un tesoro!" dice Gino con gli occhi grandi. "No, è una pizza!" fa Luca, serio. "No, è un cappello-pizza!" ride Caterina, che mette il cappello sulla testa di Gino. Tutti ridono, ancora.
Decidono di condividere il "tesoro". Mettono la pigna nel secchiello, la foglia nel taschino di Nina e la carta dorata la mettono in mezzo, come un piccolo trofeo. "Tutti insieme" dice Caterina. Si tengono per mano e fanno un girotondo lento. Cantano una canzoncina inventata: "Tondo tondo, amici tondi, ridiamo insieme e siamo rotondi!"
Dopo il gioco, la palla non vuole più stare ferma. Rotola piano verso la siepe. "Oh, la palla!" dice Luca un po' preoccupato. "Prendiamola tutti!" propone Caterina. Si mettono in fila. Uno tira su, l'altro passa, l'altro spinge. La palla torna da loro, come una piccola nuvola felice.
Quando il sole scende, si siedono sull'erba. Condividono un biscotto (a metà, per tutti). Ridono delle storie buffe, ripetono la canzoncina. Caterina guarda gli amici e dice: "Grazie." Tutti sorridono, piano.
È stata una giornata di giochi, di cappelli volanti e di tesori immaginari. Ora è tempo di calma. Si abbracciano, uno dopo l'altro, e il prato saluta il loro sonno leggero con una brezza che sembra un applauso gentile.