Caricamento in corso...
Storia di Giocatore di calcio 5/6 anni Lettura 5 min.

Un passaggio per l'amicizia

Matteo, giovane capitano generoso, aiuta il nuovo Leo a integrarsi in squadra e, tra allenamenti, pioggia e piccoli gesti di gentilezza, insegna il valore del rispetto e del gioco di squadra.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Il ragazzo principale è alto per la sua età, capelli castani corti, maglia rossa a righe bianche, scarpe da calcio nere lucide, sorride sicuro mentre passa con il piede un pallone LEGO rotondo e nero a un compagno; a destra c'è un ragazzo di circa 9 anni, capelli biondi a spazzola, pettorina blu, che riceve il pallone e alza un braccio per celebrare; accovacciato vicino a una pozza LEGO azzurra dove la palla è scivolata c'è un bambino timido di circa 8 anni, capelli castano chiaro, che guarda gli altri sorridendo; sullo sfondo, vicino alla rimessa laterale, una bambina di circa 6 anni con giacca gialla tiene un guanto perso sotto una piccola panchina LEGO; il campo è un piccolo stadio di mattoncini verdi texturizzati con linee bianche, porta bianca, qualche albero verde scuro e una panchina in mattoncini legno; il terreno è bagnato con una grande pozza lucida; situazione principale: momento di fair play — il passaggio al compagno invece del tiro, volti di gioia e solidarietà, piccole spruzzate LEGO intorno alla pozza, luce soffusa di tardo pomeriggio. segnalare un problema con questa immagine

Il mattino del campo

Matteo si svegliò con il sole che bussava alla finestra. Saltò giù dal letto come una palla che rimbalza. Era un giocatore di calcio serio e allegro. Prima di tutto, fece la sua routine: colazione, scarpe lucide, elastici per i capelli — perché anche i grandi hanno i capelli che scappano!

Al campo tutti lo conoscevano. Matteo era metodico: si allacciava bene le scarpe, faceva riscaldamento lento, poi veloce. Ripeteva gli esercizi con calma e sorriso. "Buongiorno, squadra!" disse. "Pronti a divertirci?" I compagni risposero con un coro. Si mise vicino alla porta e vide un bambino nuovo, con gli occhi grandi e un pallone sotto il braccio.

"Questo è Leo," disse l'allenatore. "È appena arrivato in città."

Matteo fece un passo avanti. "Ciao Leo! Vuoi provare con noi?" Leo annuì timido. Matteo gli offrì il pallone. "Qui non si corre da soli," spiegò, "si corre insieme."

La lezione sulla squadra

All'inizio Leo era un po' impacciato. I suoi passaggi finivano tra gli alberi. Matteo non si arrabbiò. Si sedette accanto a lui e mostrò come tenere il corpo, come guardare i compagni, come passare il pallone con gentilezza.

"Perché fai così?" chiese Leo curioso.

"Perché il calcio è come una storia," disse Matteo. "Ogni passaggio è una frase. Se si parla bene, la storia va avanti."

Giocarono a passaggi. Matteo contava piano: "Uno, due, tre." Leo imparò a non avere fretta. Matteo spiegò il rispetto. "Se qualcuno cade, lo aiutiamo a rialzarsi. Se qualcuno segna, festeggiamo insieme. Se sbagli, sorridi e riprovi."

Arrivò il momento della piccola partita. Matteo era il capitano. Non urlò ordini. Parlò chiaro. "Stiamo attenti, giochiamo pulito, nessun fallo cattivo." Tutti ascoltarono. Leo vide che Matteo non era solo bravo con i piedi. Era bravo con il cuore.

A metà partita, Leo si trovò davanti alla porta. Poteva segnare da solo. Finse di tirare, ma invece passò il pallone a Marco, che era libero. Marco segnò. Leo corse sorpreso ma felice. Matteo lo abbracciò. "Hai visto? Così nasce una vittoria vera."

Una piccola sfida e un grande gesto

Pioveva quando la palla scivolò e finì nella pozzanghera grande. Tutti si tirarono indietro. La macchina fotografica dell'allenatore si è sporcata. "Raccogliamola!" propose Matteo. Lì vicino c'era una bambina più piccola che guardava triste. Aveva perso il suo guanto e non riusciva a chiamare nessuno.

Matteo lasciò la palla. "Andiamo," disse, e andò a cercare il guanto con Leo. Lo trovarono sotto la panchina. Lo restituirono alla bambina. Lei sorrise e li ringraziò. Subito gli altri giocatori applaudirono. La partita era diventata un gioco di gentilezze.

Dopo, l'allenatore fece una prova di squadra: tutti dovevano aiutarsi a passare la palla sotto una corda bassa, senza farla cadere. Leo inciampò e quasi fece volare la palla. Ma Matteo lo incoraggiò: "Ce la facciamo insieme." Leo provò ancora. Questa volta passò piano e la squadra vinse la prova. Tutti gridarono: "Bravo Leo!"

La merenda e il momento caldo

Quando il sole tornò, la squadra si sedette sull'erba bagnata. Matteo tirò fuori una coperta e una borsa. Tirò fuori anche due tazze e una bottiglia calda. "Ho portato il cioccolato," disse con un occhiolino. Leo non l'aveva mai provato caldo così. L'allenatore sorrise: "Un premio per il comportamento."

Sedettero tutti in cerchio. Matteo diede una tazza a Leo. "Ti ricordi cosa abbiamo imparato?" chiese.

"Rispetto, passaggi, aiutare," rispose Leo, sorseggiando. "E condividere il cioccolato."

Matteo raccontò una piccola storia: "Quando gioco, penso ai miei compagni. Il campo è come una famiglia. A volte perdiamo. A volte vinciamo. L'importante è rimanere uniti."

La squadra annuì. Si scambiarono abbracci veloci e risate. Poi fecero una promessa: rispettare sempre gli altri, in campo e fuori.

La giornata finì con i bambini che tornavano a casa con le scarpe sporche e il cuore pieno. Leo tenne la tazza vuota con cura. "Grazie, Matteo," disse. Matteo sorrise ed era felice. Aveva insegnato qualcosa di importante: essere un giocatore non è solo correre e segnare. È ascoltare, aiutare, e condividere una cioccolata calda alla fine.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Bussa
Tocca la finestra o la porta con la mano per farsi aprire.
Rimbalza
Salta dopo aver toccato il suolo o un muro.
Routine
Serie di cose che si fanno sempre nello stesso ordine.
Elastici
Piccoli anelli di gomma che tengono insieme i capelli o gli oggetti.
Impacciato
Si muove in modo goffo e un po' timido.
Allenatore
Persona che insegna e aiuta i giocatori nello sport.
Capitano
Giocatore che guida la squadra e dà buoni esempi.
Pozzanghera
Acqua che resta a terra dopo la pioggia.
Panchina
Lunga seduta di legno o metallo al parco o nel campo.
Incoraggiò
Ha detto parole che danno coraggio per provare ancora.
Merenda
Piccolo pasto o spuntino che si mangia nel pomeriggio.
Coperta
Tessuto che scalda o si usa per sedersi sull'erba.
Macchina fotografica
Oggetto che serve a prendere immagini e ricordi.
Corda bassa
Corda messa vicino al suolo, usata per un gioco.

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Da leggere dopo su Storie di giocatori di calcio per 5/6 anni

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.