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Storia sull'amicizia 9/10 anni Lettura 7 min. (1)

Il balcone dell'amicizia

Michele, un ragazzo timido, accoglie la nuova vicina Giulia e, tra merende, musica e piccoli gesti, i due costruiscono un legame speciale.

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Un ragazzo di circa 10 anni, volto rotondo, capelli castano chiaro a ciocche, espressione dolce e concentrata, e una ragazza di circa 9 anni, capelli castani e ricci, sorriso timido ma radioso, seduti su un piccolo balcone mentre intrecciano un braccialetto dell'amicizia con fili colorati: lui tiene i fili e lei l'altra estremità, entrambi guardano il braccialetto con affetto; balcone accogliente con ringhiera di ferro verde, gerani rossi in vaso, una coperta a quadri sulle ginocchia e una piccola tazza di succo su un tavolo di legno; luce calda di fine pomeriggio, ombre lunghe, palette dorata e toni caldi con tocchi di verde e azzurro; composizione in primo piano con leggera prospettiva dall'alto, texture di carta strappata visibili e sovrapposizioni di carta ritagliata per capelli, vestiti e piante; atmosfera intima e gioiosa, gesti calmi, braccialetto multicolore con nodi ben visibili. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Un nuovo vicino

Michele aveva nove anni e abitava in un piccolo appartamento con la mamma e il suo pesce rosso, Lampo. Ogni mattina, mentre faceva colazione, guardava dalla finestra il cortile dove i bambini giocavano a pallone. Ma Michele era un tipo tranquillo, preferiva leggere oppure inventare piccole storie con la sua fantasia.

Un pomeriggio di primavera, mentre stava rincasando da scuola, notò una famiglia che stava traslocando proprio nell'appartamento accanto. Tra gli scatoloni spuntava una bambina con i capelli ricci e un sorriso timido. Si chiamava Giulia ed era appena arrivata in città. Michele, curioso, decise di salutarla: “Ciao, io sono Michele. Abiti qui adesso?”

Giulia annuì e abbassò lo sguardo. Sembrava un po' spaesata. Michele ricordò quanto era stato difficile per lui cambiare scuola l'anno prima, e così decise che avrebbe fatto di tutto per far sentire Giulia la benvenuta.

Capitolo 2: La merenda condivisa

Il giorno dopo, Michele chiese alla mamma se poteva invitare Giulia a fare merenda sul balcone. La mamma sorrise e preparò due bicchieri di succo e qualche biscotto. Michele bussò alla porta di Giulia, che aprì con aria sorpresa.

“Vuoi venire a fare merenda da me? Possiamo stare sul balcone, si vede il tram passare!” propose Michele, sperando di non sembrare troppo insistente.

Giulia accettò con un sorriso più grande del giorno prima. Sul balcone, i due bambini si sedettero sulle sedie di plastica colorata. All'inizio parlarono poco, ma Michele le raccontò di Lampo, il pesce rosso, e Giulia rise quando lui imitò il modo buffo in cui Lampo nuotava.

Presto, i due si trovarono a chiacchierare di tutto: dei libri preferiti, delle paure prima di dormire, dei sogni per l'estate. Michele ascoltava con attenzione, senza interrompere, e ogni tanto faceva domande gentili. Si accorse che a Giulia piaceva parlare di musica calma, quella che suo papà metteva la sera per rilassarsi.

Capitolo 3: Un piccolo concerto

Qualche giorno dopo, Michele ebbe un'idea. Prese il piccolo altoparlante che usava per ascoltare le favole audio e invitò Giulia a casa sua. “Vieni, oggi ascoltiamo qualcosa insieme!” propose con entusiasmo.

Michele scelse una musica dolce e rilassante, piena di suoni di pianoforte e chitarra. Giulia si sedette vicino a lui, poggiando i piedi nudi sul tappeto. La musica avvolse la stanza di una calma speciale; i due amici rimasero in silenzio, ascoltando le note leggere come piume.

Dopo qualche minuto, Giulia sorrise: “Mi fa pensare al mare. Tu cosa immagini?” Michele chiuse gli occhi e rispose: “Io vedo un prato con tanti fiori e il sole che scalda.”

Insieme, provarono a inventare storie ispirate dalla musica. Ogni tanto ridevano per le idee buffe. Michele si sentiva felice: parlare e ascoltare era diventato facile, come se si conoscessero da sempre.

Capitolo 4: Il segreto del balcone

Una sera, Michele propose a Giulia di andare sul balcone dopo cena. L'aria era fresca e le luci della città sembravano mille stelle. I due amici portarono una coperta e si sedettero vicini, osservando in silenzio.

Michele guardò Giulia: “Sai, a volte ho paura di non piacere agli altri. Ma con te mi sento tranquillo.” Giulia annuì: “Anche io. Ma qui sul balcone, con te, mi sembra di essere a casa.”

Rimasero ancora un po' a parlare sottovoce, raccontandosi piccoli segreti e sogni. Michele ascoltava con attenzione, e quando Giulia sembrava triste per la mancanza della sua vecchia amica, lui propose: “Possiamo inventare una tradizione solo nostra! Qualcosa che facciamo sempre insieme.”

Giulia si illuminò: “Mi piacerebbe! Ma cosa potremmo fare?”

Capitolo 5: Il braccialetto dell'amicizia

Il giorno dopo, Michele trovò una scatola piena di fili colorati. Chiese alla mamma come si facevano i braccialetti dell'amicizia e imparò a intrecciare i fili con pazienza. Dopo scuola, corse da Giulia e le mostrò la sua creazione: un braccialetto con i colori preferiti di entrambi.

“Lo facciamo insieme? Così avremo un ricordo di questi giorni,” propose Michele, porgendo a Giulia i fili.

Seduti sul balcone, lavorarono fianco a fianco, aiutandosi a vicenda a non annodare i fili nel modo sbagliato. Ogni tanto ridevano per gli errori, ma nessuno si scoraggiava. Quando il braccialetto fu finito, Michele lo annodò al polso di Giulia, che fece lo stesso con lui.

Si guardarono complici. Il braccialetto era semplice, ma per loro aveva un valore enorme: era un simbolo di ascolto, risate, piccoli gesti e fiducia.

Capitolo 6: Un'amicizia che dura

Con il passare delle settimane, Michele e Giulia continuarono a vedersi ogni giorno. A volte facevano i compiti insieme, altre volte ascoltavano musica o inventavano storie sul balcone. Quando uno dei due era triste, l'altro sapeva come consolare con una parola gentile o un sorriso.

Un pomeriggio, mentre il sole tramontava, Giulia guardò il suo braccialetto e disse: “Sai, Michele, penso che la vera amicizia sia fatta di queste cose: ascoltarsi, aiutarsi e inventare insieme nuovi ricordi.”

Michele annuì, stringendo il polso con il braccialetto: “E festeggiare i piccoli momenti, come oggi. Perché ogni giorno insieme è una piccola avventura.”

Nel cortile sotto casa, i bambini continuavano a giocare a pallone, ma ora anche Michele e Giulia uscivano spesso a unirsi a loro, portando sempre con sé il sorriso e la certezza di avere trovato un'amicizia sincera.

Così, Michele imparò che la vera forza dell'amicizia sta nelle cose semplici: ascoltare, condividere, aiutarsi. E ogni volta che guardava il braccialetto al polso, sapeva che, qualunque cosa accadesse, non sarebbe mai stato solo.

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Appartamento
Casa divisa in stanze dove vive una famiglia, spesso in un edificio.
Cortile
Spazio aperto dentro o davanti a una casa o a un edificio.
Traslocando
Portando i mobili e le cose in una nuova casa.
Scatoloni
Grandi scatole di cartone usate per mettere gli oggetti quando si cambia casa.
Spaesata
Sentirsi confusa e un po' persa in un posto nuovo.
Merenda
Piccolo pasto tra pranzo e cena, spesso con frutta o biscotti.
Altoparlante
Dispositivo che fa sentire la musica o la voce più forte.
Rilassante
Qualcosa che aiuta a calmarsi e a sentirsi tranquilli.
Avvolse
Coperto o circondato qualcosa in modo morbido o completo.
Sottovoce
Parlare piano, quasi sussurrando, per non farsi sentire troppo forte.
Tradizione
Abitudine che si ripete spesso in un gruppo o in una famiglia.
Intrecciare
Unire più fili o cordini facendo passare uno sopra l'altro.
Annodare
Fare un nodo con una corda o un filo per chiudere o fermare.
Complici
Persone che si capiscono bene e si aiutano con uno sguardo.
Braccialetto dell’amicizia
Piccolo filo o oggetto che due amici si scambiano per ricordarsi.

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