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Storia di San Valentino 7/8 anni Lettura 9 min.

Emma e la festa dell'amicizia

Emma detesta il San Valentino, ma durante la festa dell’amicizia scopre il valore dei gesti gentili e delle nuove amicizie, aprendosi a un mondo inaspettato di sorrisi e condivisione.

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Una ragazza di 8 anni, Emma, con capelli ricci e dorati, indossa una maglietta rosa con un grande cuore disegnato sopra. Ha un sorriso radioso e occhi scintillanti di gioia, mentre tiene un disegno colorato tra le mani. Accanto a lei, un ragazzo di 8 anni, Matteo, con occhiali rotondi e capelli castani disordinati, guarda il disegno con meraviglia, gli occhi brillanti di sorpresa. Sullo sfondo, un'aula decorata per San Valentino, con palloncini rossi e festoni di cuori appesi al soffitto, e bambini che ridono e scambiano biglietti colorati. La scena mostra Emma e Matteo che condividono un momento di felicità, circondati da un'atmosfera festosa e calorosa, piena di sorrisi e gentilezza. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: La Saint-Valentin? No, grazie!

Emma aveva sette anni, i capelli ricci come una nuvola e un sorriso che si accendeva solo quando vedeva il gelato al cioccolato. Ma oggi, quel sorriso sembrava essersi nascosto sotto il letto, insieme alle sue vecchie pantofoline a forma di rana. Era il 14 febbraio, la festa di San Valentino, e a Emma proprio non piaceva.

La mattina, quando la mamma le aveva dato un bacio sulla fronte dicendo: “Buona festa degli innamorati, tesoro!”, Emma aveva risposto con un “Bleah!” grosso come una montagna di broccoli. Per lei, San Valentino era solo cuori dappertutto, bigliettini rosa e canzoncine smielate. “Troppe cose sdolcinate, pensava tra sé e sé, mentre si infilava la giacca per andare a scuola.

Arrivata in classe, Emma fu accolta da una pioggia di cuoricini di carta. La maestra aveva addobbato la stanza con palloncini rossi e rosa, e anche la lavagna era coperta di disegni di fiori e di gatti che si abbracciavano. Emma fece una smorfia. Sulla sua sedia trovò un bigliettino con scritto: “Buon San Valentino, Emma!” firmato da Samuele, il bambino più simpatico della classe. Emma arrossì come un pomodoro e nascose subito il biglietto nel suo zaino.

Durante la ricreazione, tutti i bambini scambiavano cioccolatini e cartoline. “Vuoi una caramella, Emma?” chiese Giulia, porgendole una caramella a forma di cuore. Emma scosse la testa. “No, grazie. Io non festeggio questa festa.” Giulia fece spallucce e corse via a giocare a palla.

Emma si sentiva un po' sola. “Forse sono l'unica a cui non piace questa festa,” pensò, sedendosi su una panchina. Ma proprio in quel momento, la maestra annunciò una sorpresa: “Oggi pomeriggio, al parco, ci sarà la grande Festa dell'Amicizia di San Valentino! Tutti sono invitati, anche chi crede che questa festa sia solo per gli innamorati!” Emma spalancò gli occhi. Una festa dell'amicizia? Forse, pensò, poteva essere divertente.

Capitolo 2: La Festa dell'Amicizia

Il parco era tutto un tripudio di colori. C'erano bandierine, palloncini, tavoli colmi di biscotti e cioccolatini, e un enorme cartellone con la scritta: “Viva l'Amicizia e la Gentilezza!” Emma arrivò con la mamma, che la incoraggiò: “Dai, tesoro, prova a divertirti!”

Appena varcò il cancello, Emma fu accolta da una pioggia di coriandoli. Un pagliaccio con il naso rosso le offrì un cappello a forma di cuore. Emma rise: “Se lo metto, divento una torta di fragole!” Ma lo indossò lo stesso, perché le piaceva vedere la mamma ridere.

Nel parco c'erano tanti giochi: un tiro alla fune tra amici, una gara di risate (chi rideva più forte vinceva una caramella gigante!), e persino una pesca di bigliettini gentili. Emma si avvicinò timida al tavolo dei bigliettini, dove la maestra spiegava le regole: “Pescate un bigliettino e fate il gesto gentile che c'è scritto sopra!”

Emma pescò il suo biglietto e lesse: “Fai un complimento a qualcuno.” Guardò intorno e vide Matteo, il bambino con gli occhiali spessi, che guardava i suoi piedi. Emma si avvicinò e disse: “Matteo, mi piace il tuo maglione, sembra morbido come una nuvola!” Matteo sorrise e il suo viso si illuminò come una lampadina appena accesa.

Poi fu il turno di Matteo: il suo bigliettino diceva “Aiuta qualcuno a portare qualcosa.” Allora aiutò Emma a trasportare una scatola di biscotti fino al tavolo centrale. Ogni gesto gentile veniva segnato su un grande cartellone con un cuore colorato.

Mentre il sole scendeva e il cielo diventava rosa, Emma si accorse che si stava divertendo. Aveva riso, aveva aiutato, aveva ricevuto sorrisi e piccoli abbracci. Forse, pensò, San Valentino non era solo cuoricini e bigliettini sdolcinati. Forse era anche questo: passare del tempo insieme, ridere e fare qualcosa di bello per gli altri.

Capitolo 3: Tradizioni e Sorpresine

Dopo i giochi, la festa continuò con una sfilata delle tradizioni. Ogni bambino raccontava come si festeggiava l'amicizia o l'amore nella sua famiglia. Giulia spiegò che a casa sua si cucinavano i biscotti a forma di stella e li si regalava ai vicini. Samuele raccontò che la sua nonna faceva una zuppa speciale e la offriva a tutti i suoi amici.

Emma ascoltava affascinata. Quando fu il suo turno, si fece coraggio e disse: “A casa mia non abbiamo una tradizione, ma oggi vorrei iniziarne una: ogni anno, a San Valentino, farò un disegno per un amico nuovo!” Tutti applaudirono e la mamma di Emma le fece l'occhiolino da lontano.

Arrivò anche il momento della “Caccia alle Gentilezze”. Ogni bambino aveva una lista di piccole missioni: aiutare qualcuno a raccogliere i coriandoli, offrire un biscotto a un adulto, fare un sorriso a uno sconosciuto. Emma si mise subito all'opera, aiutando una bimba più piccola a trovare il suo palloncino e regalando a un nonno un biscotto a forma di cuore (anche se ne avrebbe voluto uno pure lei).

Alla fine della caccia, Emma aveva completato tutte le missioni. Si sentiva un po' stanca, ma il cuore le batteva forte per la gioia. La maestra le consegnò una coccarda con scritto “Campionessa di Gentilezza” e tutti i bambini le fecero una piccola ola.

Quando la festa sembrava finita, arrivò una sorpresa: il pagliaccio distribuì a tutti dei piccoli pacchetti. Emma aprì il suo e trovò una matita con scritto “L'amicizia colora la vita.” Emma rise: “Adesso posso disegnare il mio primo regalo dell'amicizia!”

Capitolo 4: Un Nuovo San Valentino

Il giorno dopo, Emma si svegliò di buonumore. Per la prima volta, il pensiero di San Valentino le faceva venire voglia di saltare giù dal letto. Prese la sua nuova matita e disegnò un grande cuore pieno di faccine sorridenti, fiori, e persino un gelato al cioccolato che faceva l'occhiolino.

A scuola, Emma diede il disegno a Matteo, che lo guardò con gli occhi lucidi. “Grazie, Emma! È il regalo più bello che abbia mai ricevuto.” Poi Emma fece un disegno anche per Giulia, per Samuele e per la maestra. Ogni volta che consegnava un disegno, sentiva il cuore diventare leggero come una piuma.

Durante la ricreazione, Emma inventò un nuovo gioco: il “Passa il sorriso”. Si faceva un sorriso buffo a qualcuno e si doveva passarlo a un altro bambino, finché tutta la classe rideva a crepapelle. Alla fine, anche la maestra non riuscì a trattenersi e si unì alla risata generale.

Quando tornò a casa, Emma raccontò tutto alla mamma: della festa, dei bigliettini gentili, della sfilata delle tradizioni e delle nuove amicizie. “Mamma, sai che forse San Valentino non è solo per gli innamorati? È per chi vuole bene, per gli amici e per chi fa piccoli gesti gentili!”

La mamma la abbracciò forte. “Brava Emma, hai scoperto il vero segreto della festa!” Emma rise, felice. Da quel giorno, ogni San Valentino diventò la sua festa preferita: non per i cuori o i cioccolatini, ma per la gioia di condividere, ridere e fare felici gli altri, anche solo con una matita colorata o con un sorriso.

E così, quella che era la festa che Emma non sopportava, diventò il giorno più atteso dell'anno. Perché, come aveva imparato, ogni gesto gentile è un piccolo cuore che batte forte, anche senza cioccolatini o bigliettini rosa appiccicosi. E ogni amicizia, anche la più buffa e improvvisa, è il regalo più grande che si possa ricevere.

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Sdolcinate
Che è eccessivamente dolce o tenero, spesso in modo poco sincero.
Coriandoli
Piccole strisce di carta colorata che vengono lanciate durante le feste.
Gentilezza
Atteggiamento positivo e cortese verso gli altri.
Complimento
Un elogio o una parola gentile che si dice a qualcuno per farlo sentire bene.
Tradizione
Un'usanza o un modo di fare che viene tramandato di generazione in generazione.
Sorpresine
Piccole sorprese o regali che si ricevono inaspettatamente.

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